Mindful Eating

alternative

La Mindful Eating affonda le proprie radici nella Mindfulness, un’abilità che tutti abbiamo e che tutti possiamo coltivare. Mindfulness significa essere pienamente coscienti di ciò che succede dentro e fuori di noi nel momento presente, in modo non giudicante né critico.

L’applicazione di questo approccio all’alimentazione permette di diventare consapevoli delle sensazioni, dei pensieri e delle emozioni che affiorano nei confronti del cibo. La Mindful Eating, infatti, è un’esperienza che coinvolge cuore, mente e corpo, i quali hanno un ruolo ben specifico nella scelta dei cibi che consumiamo, nella loro preparazione e nell’atto stesso del mangiare.

In una società in cui siamo costantemente esposti a messaggi pubblicitari e social che ci dicono come dovremmo apparire e quindi come dovremmo mangiare per avere un certo aspetto, è sempre più facile lasciarsi influenzare da stimoli esterni, perdendo contatto con i segnali che ci manda il nostro corpo, creando categorie di cibi “concessi” e “proibiti”, aumentando ansia e sensi di colpa e togliendo il piacere dal mangiare. In contrapposizione alla Diet Mentality, la Mindful Eating si basa sulla consapevolezza e la responsabilità delle proprie scelte (non sul rigido autocontrollo), è flessibile e sostenibile, aiuta a riconoscere fame e sazietà, diventando coscienti di abitudini e schemi che abbiamo sviluppato rispetto al cibo.

PER COSA PUÒ ESSERE UTILE

Le pratiche di Mindful Eating sono rivolte a tutti coloro che desiderano migliorare il proprio rapporto con il cibo, riscoprendo la gioia e la soddisfazione che ne possono derivare, riconnettendosi con il proprio corpo e sviluppando un atteggiamento più gentile e comprensivo verso sé stessi. Alcuni benefici associati a questo approccio sono quindi:

  • Consapevolezza dei pensieri e dei fattori che influenzano il rapporto con l’alimentazione;
  • Migliore regolazione delle emozioni (ansia, noia, tristezza, rabbia…) e riduzione della loro intensità riguardo al cibo;
  • Riconoscimento e gestione del “pilota automatico” che può portarci a fare abbuffate inconsapevoli;
  • Migliore qualità del sonno e gestione dello stress;
  • Aumento del senso di felicità, benessere, ottimismo.

In questo ambito, pertanto, rivolgersi ad uno Psicologo significa lavorare insieme esplorando i significati unici e individuali che il cibo assume per la persona, fornendo sostegno al percorso di cambiamento dello stile di vita e aiutando a sviluppare la capacità di prendersi cura di sé.